29
NOV
2016

Socialmuseums: il futuro dei musei italiani

Da Termometro Politico

Di Beniamino Valeriano

Il futuro dei nostri musei passa dai social. Storytelling,  post, tweet, hashtag sono le nuove parole chiave per coinvolgere il pubblico e rilanciare il patrimonio artistico italiano, soprattutto tra i nativi digitali. A ribadirlo è l’Associazione Civita che ha presentato venerdì scorso a Roma il suo X Rapporto “#socialmuseums. Social media e cultura fra post e tweet”.

social museumSocialmuseums: 3 punti fondamentali

Secondo il X Rapporto Civita, sono tre i punti dai quali bisogna partire per avviare un processo di ammodernamento dei nostri musei. Dare vita a dei veri e proprio “musei relazionali”  (nel contesto statunitense viene definito the participatory museum, enfatizzandone l’aspetto dinamico e interattivo), prevedere opportuni investimenti  e accrescere il proprio ruolo identitario e valoriale attraverso l’ ottimizzare le funzioni delle piattaforme social in linea e con i centri di ricerca e imprese innovative del settore.

Socialmuseums: rilanciare il marketing culturale

Secondo il Rapporto, per colmare le lacune italiane in materia di marketing culturale, bisogna investire sulla formazione di nuove professionalità, ottimizzare le risorse usando fondi nazionali e comunitari (come Horizon 2020, Agenda Digitale, Erasmus+). E’ necessario poi attuare programmi nazionali con la cooperazione di più ministeri (Mibact, Miur e Mise) e la ricercare una  progettualità innovativa, con strategie digitale singole per ogni istituzione. 

Socialmuseums: la riforma Franceschini e i social

Oltre alla nomina di nuovi direttori per i grandi musei pubblici italiani, la “riforma Franceschini” (tra i ministri più stimati di questo governo)  ha interessato anche la governance, i servizi offerti e la propria autonomia, richiedendo loro un arricchimento dei fruitori reali o virtuali. In quest’ottica di rinnovamento è necessario sfruttare al massimo le possibilità offerte dai vari network per coinvolgere i potenziali fruitori dei musei. I musei dovrebbero poter dialogare in modo attivo con il proprio pubblico e coinvolgerli virtualmente nelle varie attività proposte.

Socialmuseums:  la situazione attuale

Ad oggi, l’utilizzo dei social come mezzo non sembra costituire per i nostri musei un obiettivo strategico e rilevante.  Il report evidenzia la  “poca esperienza finora accumulata” e “la difficoltà di associare una piattaforma ad obiettivi specifici e, di conseguenza, monitorarne gli impatti quali/quantitativi”. Facebook, Twitter e Google+  sono ritenuti più efficaci dai musei, anche se manca ancora il pieno coinvolgimento degli utenti.

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