Master Cultura 4.0: valorizzazione, marketing, tecnologia, finanza. Management per il museo del futuro

museum-398761_1920Noi non diciamo che la cultura è il petrolio. Perché il petrolio si consuma, mentre la cultura è un bene imperituro. E i beni preziosi vanno protetti, tutelati, conservati. In questo, l'Italia non è seconda a nessuno. Lo dice l'articolo 9 della Costituzione (“La Repubblica...tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”) e gli storici dell'arte, gli archeologi, i restauratori e gli altri professionisti italiani che dedicano la loro vita professionale ai luoghi della cultura, lo sanno fare molto bene. Ma il mondo ci chiede anche altro. La valorizzazione. Che significa saper comunicare un museo, renderlo emozionante, sicuro, accogliente e non solo educativo. Significa avvicinarsi alle giovani generazioni con le nuove tecnologie. Significa mettere a fattor comune cultura e turismo. Significa far partecipare gli italiani alla vita culturale dei musei della loro città. Significa saper attrarre le risorse finanziare necessarie per fare tutto questo. E molto di più.

Il Master Cultura 4.0 è un Master di II livello rivolto principalmente ai dipendenti della Pubblica amministrazione, ma aperto anche a chi vuol specializzarsi nel campo della gestione, della valorizzazione e della promozione delle attività culturali in ambito museale.

L’applicazione della Riforma Franceschini ha messo in luce la necessità di potenziare competenze di management a 360°, perché se da un lato l’Italia eccelle nella tutela e nella conservazione del patrimonio culturale, dall’altro dimostra una notevole difficoltà nell’adeguarsi alle esigenze del mercato della cultura contemporaneo.

Risultano critiche nell’ambito del servizio pubblico la valorizzazione, la comunicazione e lo sviluppo dei luoghi della cultura in relazione alle attuali tendenze del contesto di riferimento. La riorganizzazione del Mibact va in questa direzione, ponendo la valorizzazione al fianco della tutela della cultura sollecitando ai funzionari e agli operatori dei luoghi della cultura lo sviluppo di competenze finora non richieste, come il marketing e la comunicazione. In un’ottica di valorizzazione, non può mancare poi la conoscenza e l’utilizzo professionale delle nuove tecnologie applicate ai beni culturali, così come la capacità di attivare e gestire una rete di relazioni e sinergie con il comparto turistico.

Infine, si ritiene necessario, per le professionalità del mondo della cultura, sviluppare la capacità di attrarre risorse finanziarie e di gestirle correttamente.

Obiettivi e finalità didattiche del Master Cultura 4.0

Museo Casa Vasari, Arezzo

L’obiettivo del Master è fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per una gestione del patrimonio culturale improntata alla valorizzazione.

Il Master è rivolto a tutti coloro che operano o intendono operare in ambito museale e si propone di fornire le competenze e la padronanza degli strumenti per la gestione, la valorizzazione e la promozione della cultura. In particolare, il programma del Master Cultura 4.0 prevede l’insegnamento di materie afferenti alla seguenti aree:

• Management e politiche innovative nella pubblica amministrazione
• Conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale
• Beni culturali e tecnologia
• Marketing strategico
• Management delle reti per lo sviluppo sociale
• Management per gli Enti Locali
• Programmazione e controllo della spesa pubblica
• ICT
• Fund raising ed europrogettazione

Un nuovo approccio didattico

Master Cultura 4.0: valorizzazione, marketing, tecnologia, finanza. Management per il museo del futuro

Il Master è caratterizzato da un approccio marcatamente interdisciplinare e pragmatico.
La metodologia didattica utilizzata consente l’acquisizione di una conoscenza operativa garantita dall’alternanza della didattica in aula con le attività di approfondimento.
Il Master prevede l'utilizzo di metodologie didattiche di tipo attivo, basate su interazione, cui sono affiancate prove di valutazione finalizzate ad un costante monitoraggio dell'apprendimento. I metodi adottati sono mirati, oltre all'efficacia per l'apprendimento, ad un'accurata gestione del tempo, con particolare attenzione al coinvolgimento dei partecipanti e all'interazione con i docenti.
Al fine di dar modo ai discenti di apprendere secondo i propri tempi ed i propri stili cognitivi, alle attività di aula si uniscono momenti di autoapprendimento seguiti da momenti di decodifica e consolidamento delle conoscenze acquisite con i docenti, secondo il modello del flipped learning, o didattica capovolta.
A fronte delle lezioni d’aula tradizionali, fondamentali nel trasferimento delle conoscenze dal docente agli studenti, il Master prevede momenti di discussione in plenaria e momenti di lavoro individuale e di gruppo, volti a facilitare l'apprendimento e a stimolare sia la capacità innovativa che quella applicativa.

Al fine di sviluppare un approccio sistemico nei discenti sono previste:
- durante le ore di didattica frontale: lezioni corali svolte in presenza di più docenti e/o testimonial per lo studio e l’analisi di specifici temi da più punti di vista;
- durante le attività di approfondimento: l’utilizzo - per l'identificazione e la gestione dei problemi, attraverso le tre fasi di analisi, diagnosi e soluzione - di casi di studio, simulazioni, esercitazioni pratiche e role playing. Tali metodologie consentono, inoltre, di interagire continuamente con gli altri partecipanti, confrontando le proprie opinioni e sviluppando quindi una spiccata capacità di ascolto, utile per la "lettura" dei segnali provenienti dall'ambiente;
- durante il Project work: ove possibile a seguito dell’analisi del Coach e della Faculty e sulla base dei profili dei partecipanti al master e dei loro relativi contesti lavorativi di provenienza, attraverso lo sviluppo di un unico macroprogetto sperimentale e innovativo.
L’approccio innovativo è garantito dall’impianto didattico che prevede - accanto alle ore di formazione “frontali” - una quota consistente di attività di approfondimento caratterizzate dal protagonismo dei partecipanti al master e dall’utilizzo di nuovi strumenti/metodologie quali:

Serious Game

I Serious Game sono soluzioni formative multimediali e interattive, che presentano l‘aspetto e la struttura di veri e propri videogiochi, la cui finalità però non è di mero intrattenimento ma è anche formativa e informativa. Attraverso i Serious Game i discenti prendono parte a un’esperienza interattiva in cui apprendono contenuti, sviluppano competenze e valutano il proprio comportamento in determinati contesti.
Grazie all’impianto narrativo creato a partire dall’analisi di casi reali e all’elevato livello di interazione, i partecipanti vivono un’esperienza altamente coinvolgente e sperimentano percorsi decisionali in contesti realistici, simili a quelli che potrebbero dover affrontare nell’attività lavorativa.

I Serious Game progettati per i master consentono ai discenti di:

1. Conoscere le dinamiche professionali e relazionali tipiche del lavoro che dovranno svolgere;
2. Prendere decisioni in un contesto realistico ma protetto, in maniera da poter verificare quali conseguenze comportano e sperimentare diversi percorsi decisionali;
3. Acquisire esperienza e dunque progredire all’interno del gioco sia in termini di profilo e di ruolo ricoperto, sia in termini di maggiore complessità delle problematiche da affrontare;
4. Confrontarsi con i propri colleghi sui risultati conseguiti, e dialogare con tutor ed esperti della materia per comprendere come migliorare le proprie strategie decisionali o approfondire i temi trattati all’interno del gioco.

Workshop formativi basati sulla metodologia Lego Serious Play

Per migliorare le soft skill dei discenti sono previsti durante la fase di aula workshop formativi basati sull'innovativa metodologia Lego Serious Play.
Lego Serious Play è la metodologia open source che, tramite l’uso dei mattoncini Lego, consente agli adulti di "dare forma” a problematiche e concetti, rendendoli concreti e favorendo il processo di discussione di gruppo.
Il processo di riflessione e creazione che accompagna la concretizzazione di un concetto, infatti, consente al cervello di operare in maniera inusuale, attivando aree di solito non coinvolte nei processi di apprendimento/discussione, e consentendo l’esplorazione di nuove prospettive.
In questo modo l’apprendimento avviene a un livello più profondo, e le persone riescono ad acquisire maggiore consapevolezza non solo del proprio processo di apprendimento, ma anche degli input ricevuti dagli altri.

Design Thinking

Il Design Thinking è un approccio all’innovazione centrato sull’individuo che utilizza gli strumenti propri dei designer per integrare i bisogni delle persone, le opportunità tecnologiche e i requisiti necessari per un business di successo.
Il laboratorio fornisce ai discenti del Master una serie di metodologie e strumenti di progettazione utilizzati per il trattamento di problemi complessi e lo sviluppo di business innovativi.
In particolare, l’obiettivo del laboratorio è quello di formare manager e leader lungimiranti con capacità gestionali grazie alla tecnica del design thinking (orientato al raggiungimento di un obiettivo in grado di migliorare la situazione iniziale, piuttosto che alla risoluzione di un problema), applicato alle nuove sfide economiche e sociali in ambito pubblico e privato.
Dopo una panoramica iniziale sulle best practice di settore (modelli, metodologie, tecnologie, soluzioni), gli studenti lavoreranno in aula ad un caso reale o simulato, in cui dovranno applicare le metodologie e gli strumenti appresi, ad esempio per la gestione di un processo partecipativo o l’ideazione di una soluzione prototipale testabile con tool di fast o paper prototyping.
Le competenze così apprese saranno utili per una gestione dei processi interni all’azienda o di business specifici, riferiti a mercati innovativi e politiche economiche e sociali emergenti.


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